Eugenio Polesello
Il Pittore che amava Cortina
Il Ritratto
di Gabriella Serravalle
Nato a Pordenone il 7 luglio 1895 in una quieta famiglia di un commerciante friulano, dove nessuno aveva mai coltivato ambizioni artistiche, Eugenio Polesello compì la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Venezia, allievo di Guglielmo Ciardi e Ettore Tito.
Eugenio Polesello frequentò l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ebbe per maestro Guglielmo Ciardi. Lo scoppio della Prima Guerra mondiale, durante la quale fu impegnato nell’aviazione, interruppe gli studi che ripresero sotto la guida di Ettore Tito. Rimasto a Venezia ancora per alcuni anni ebbe modo di partecipare alle mostre di Ca’ Pesaro tra il 1922 e il 1925 e in seguito a varie collettive nazionali. Verso la fine degli anni Venti fu invitato a Milano dall’editore Rizzoli per illustrare i paesaggi d’Italia. In città allestì nel 1928 la prima mostra personale presso la Galleria Michieli. Nel 1931 andò a Parigi su invito dell’associazione Dante Alighieri dove espose una serie di paesaggi d’Italia, nel 1933 la prima personale alla Galleria Charpentier. Seguiranno numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 1961 fu pubblicata la prima monografia dedicata alla sua opera. Nel 1967 in occasione di una personale tenutasi alla Galleria Sagittaria di Pordenone gli fu conferita dal sindaco la medaglia d’oro del comune e la cittadinanza onoraria. Pochi anni dopo un ulteriore riconoscimento con il premio San Marco destinato ai cittadini benemeriti di Pordenone. Polesello morì a Torino il 25 febbraio 1983.
Nella sua pittura si riflettono i caratteri luministici dell'artista, di scuola veneta, e il tono riflessivo e sospeso che la sua opera assume nel secondo dopoguerra.
La sua tavolozza degli anni Venti era a colori densi e spessi, stesi sulla tela con la spatola anziché con il pennello; i suoi quadri erano molto belli di materia e di luminosità pittorica, ma troppo poco "lavorati" e spesso troppo facili effetti. Fu proprio questa particolarità della sua pittura a persuadere l'editore Rizzoli ad affidargli l'illustrazione dei più celebri paesaggi italiani per poi riprodurli in una serie di cartoline artistiche, grazie alle quali raggiunse la sua popolarità. Iniziò così un periodo di vita movimentata lungo tutta la penisola a bordo dell'"aragosta rossa", l'automobile che lo rese celebre nelle valli dolomitiche: i suoi paesaggi preferiti. «Le Dolomiti, la laguna, le calli e i canali di Venezia sono motivi ricorrenti della sua pittura che è una sintesi equilibrata di colori e di volumi» (A. Carpi). Artista di respiro europeo, è ospitato in collezioni di tutto il mondo. Opere nel Museo civico di Pordenone. Premio San Marco 1972.
(Pordenone 7 luglio 1895 - Torino 25 febbraio 1983)
BIBLIOGRAFIA
Volti arte, I volti dell'arte. Autoritratti e ritratti d'artista nel Friuli occidentale (1882-1984), Pordenone 2005
Eugenio Polesello, Torino 1991
Eugenio Polesello, Eugenio Polesello a Palazzo Candiani, Pordenone 1975